Trascrizione integrale del video “CLAUDIO MESSORA ed io: fuori dal troppo rumore di fondo del web di questi giorni”, di Marco Lincetto su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=o83P05apylY
La polemica e la scelta di non entrare nel merito
Questo è un video che mi esce molto naturale. Intorno a Claudio Messora in questi giorni c’è una grande polemica che parte ovviamente dal contrasto che si è venuto a creare all’interno della società che Claudio ha creato dopo la fine… uso un termine pesante: dopo l’assassinio del canale YouTube Byoblu, di cui ricorderemo brevemente la vicenda fra un attimo. Dicevo, un contrasto all’interno di questa società che è diventata sempre più grande e con la quale evidentemente ha fatto un passo -come si dice – più lungo della gamba – dicevano i miei vecchi nonni veneti – nel senso che evidentemente la struttura è diventata troppo grande e non era più economicamente gestibile in modo adeguato. Questa è la conclusione molto semplicistica, che deduco senza conoscere minimamente le dinamiche interne – ripeto – di quella che è una situazione estremamente complessa – e non può non esserlo. Fra l’altro credo che, a riguardo del molto spazio che è stato dedicato dalla cosiddetta informazione alternativa, da quelli che alla fine dovrebbero essere i colleghi di Claudio (molti dei quali nati anche sull’onda lunga della sua opera che – ricordo – ha iniziato da autentico pioniere fra il 2007 e il 2008), s’è detto troppo, s’è sprecato troppo spazio, e nella maggior parte degli interventi che io ho visto ho notato grande approssimazione, grandi scelte politiche, ma in realtà nessuno che sappia e che abbia i titoli anche per commentare nel merito. Mi soffermerò quindi sulle mie sensazioni, sulla mia esperienza e sul tipo di considerazione che io ho verso la persona, il comunicatore, forse il giornalista Claudio Messora. Non è facile. Non è facile perché lui si è circondato di persone altrettanto stimabili, soprattutto tutti i giornalisti che hanno collaborato con lui nel gruppo Media Pluralisti, per l’appunto da Virginia Camerieri a Michele Crudelini a tutti coloro con cui ho avuto un pur piccolo rapporto diretto personale. Quindi io in realtà devo parlare bene di tutti, e appunto per questo non voglio entrare nel merito della discussione in atto che vede inevitabilmente anche esacerbare le posizioni dell’uno e degli altri, ovviamente con stili differenti, più aggressivi gli stili e i comunicati della redazione, più moderata ma ficcante nel merito la posizione di Claudio.
L’incontro con Messora e il risveglio (2007-2013)
Claudio Messora è per me una delle due personalità più importanti in assoluto nel mio percorso di risveglio. E appunto dobbiamo andare indietro a quegli anni 2007-2008 in cui io ho scoperto Claudio, non tanto dal suo canale Youtube che scoprirò successivamente, attorno al 2013, ma prima. L’avevo visto all’interno di una delle trasmissioni di Paragone quando ancora era in Rai in terza serata su Rai 2, e Paragone aveva questi ospiti fissi: Claudio Messora da una parte e l’altro gigante alternativo, discusso e discutibile, che era ed è Paolo Barnard. Ebbene, Messora e Barnard sono stati i capisaldi, coloro che hanno fatto scattare la scintilla dell’ansia di conoscenza di tutto ciò che poi ho sviluppato a partire da quegli anni, che si andava semplicemente a innestare nella mia cultura umanistica. Io per fortuna ho studiato al liceo classico, nella seconda metà degli anni 70, e quindi ho avuto quelle basi culturali e metodologiche per poter affrontare qualunque tema e qualunque argomento con un atteggiamento mentale critico. E proprio l’atteggiamento mentale critico era stato messo un po’ in parcheggio – diciamo – dalla fine degli anni ’80 e per tutti gli anni ’90. Nei primissimi anni 2000, in virtù del fatto che quelli sono stati gli anni ruggenti della mia attività di produttore discografico e sound engineer, in cui passavo 200 notti l’anno fuori casa, in trasferta, in giro per il mondo, lavorando di continuo, e quindi c’era oggettivamente poco tempo fisico, ma anche poco tempo mentale da dedicare allo studio, alla riflessione, all’analisi di quello che accadeva attorno – io certamente considero questo un fatto almeno un po’ negativo nel corso della mia vita – ma tant’è, quindi, acquista ancora più importanza l’azione, la presenza e il pensiero di queste due personalità incredibili: Claudio Messora e Paolo Barnard. Successivamente ho cominciato a seguire assiduamente le comunicazioni, i pensieri, le interviste, le riflessioni di Messora, attraverso il suo canale YouTube, a partire dal 2013 più o meno per arrivare poi al culmine dell’interesse, fra il 2016 e il 2019, in cui grazie alle sue interviste ho scoperto due personalità sicuramente molto significative, importanti e stimabili, come Borghi e Bagnai. Ho scoperto i primi scritti importantissimi di Ilaria Bifarini… insomma personalità che hanno portato frammenti di conoscenza importanti, originali, non derivativi, e devo dire quindi grazie: grazie a Claudio.
I primi contatti diretti e le collaborazioni
A partire dal 2019/2020 timidamente io ho cercato dei contatti più diretti con Claudio, a vario livello, primo fra tutti la possibilità di convincerlo che all’interno del suo spazio, che sarebbe poi diventato da aprile 2021 una televisione sul digitale terrestre, canale 262, sarebbe stato utile dare un maggiore spazio agli argomenti a me più vicini, ovvero il mondo della musica. Nel frattempo il mio canale Velut Luna aveva acquistato peso, importanza, e quindi timidamente io mi ero permesso di contattarlo per provare a ipotizzare collaborazioni di varia natura, magari anche interviste. E queste comunicazioni sono avvenute per telefono, inizialmente via WhatsApp, ma attenzione: entrate nell’ordine di considerare bene le circostanze. Chi ero io? Uno dei tanti che lo seguiva, né più né meno, e quindi nel momento in cui io mando un WhatsApp – il primo – a Claudio Messora (non ricordo nemmeno qual era la tematica specifica: se parlassi già di musica o di altro) tipo immediatamente, ovvero nel giro di una manciata di minuti, Claudio Messora mi risponde in modo sincero. Non con una risposta automatica: con una risposta personale, nella quale ovviamente subito mette le mani avanti dicendo: “Guarda, sono incasinato alla morte”, ma… insomma: si è atteggiato nei miei confronti come io potrei atteggiarmi nei confronti di un amico. E ripeto: io non ero nessuno. E attenzione: io sono un grande esperto di comunicazione. So leggere il testo. So interpretare fra le righe quello che uno scrive, anche quello che uno dice, ma ancora di più quello che uno scrive, e ripeto: ti garantisco che i suoi testi erano originali, sinceri e senza nessuna forma di dietrologia. Il tutto nei confronti di un perfetto sconosciuto quale io ero. Poi queste cose sono andate avanti fino a che non siamo riusciti a creare una naturale collaborazione. Innanzitutto in termini musicali: io ho dato la possibilità che loro trasmettessero una cosa bellissima, che trovate attualmente sul canale Velut Luna. Si trattava di questo video musicale dedicato al mondo brasiliano, con questa cantante assolutamente strepitosa: Lara Cavalli Monteiro, che addirittura lui ha mandato la notte di Capodanno. Credo fosse il Capodanno fra il 2021 e il 2022, sulla sua televisione. Poi, successivamente, nel 2024 hanno mandato il mio altro festival, la seconda edizione del Controfestival di Sanremo. Poi fra l’una e l’altra, credo fosse il marzo del 2022, mi hanno ospitato in una lunga intervista all’interno di Byoblu che era già – ripeto – un canale televisivo nazionale dove raccontavo la mia vita, le mie esperienze, la mia storia… Insomma si è timidamente maturato un rapporto che mi ha portato poi a conoscere appunto Virginia Camerieri e la straordinaria Miriam Gualandi. Le ultime due apparizioni che ho fatto su Byoblu, su Media Pluralisti Europei, sono state più o meno un anno e mezzo fa, ai tempi della sciagurata alluvione che ha colpito Valencia, dove mi hanno chiesto un intervento, visto che io vivo qui. E poi un ricordo del mio secondo papà ovvero Giorgio Gaslini all’interno di una trasmissione musicale che nel frattempo Claudio aveva mandato in onda come rubrica, nella sua Byoblu. L’ultimissimo contatto che ho avuto con Claudio è stato in realtà da parte mia un po’ irritato, perché avevo visto un’intervista a Ugo Mattei, personalità sicuramente importante, ma purtroppo clamorosamente divergente dalla mia visione sociopolitica, e Mattei aveva avuto uno spazio per dire delle cose per me veramente fastidiose: questo suo incensare il mondo cinese per me era stato un po’ troppo. E io subito mandai un WhatsApp a Claudio per fare la mia rimostranza nel merito. E lui ancora una volta mi ha risposto, da quella personalità incredibile qual è, dicendo: “Sì, ma guarda… anch’io sostanzialmente la penso come te. Però noi dobbiamo dare spazio a tutti, sennò cadiamo nell’errore del pensiero unico contrapposto”. E questo è quanto mostra la statura e la grandezza di un Claudio Messora, anche più della mia, perché a volte io tenderei a una visione da “pensiero unico contrapposto”. No, quindi… veramente io posso solo ringraziare Claudio. L’ultima cosa che ho letto di lui è stato questo suo, fra virgolette, controcomunicato in cui ancora una volta, al di là ripeto dalle considerazioni tecniche nel merito, su cui non voglio entrare perché non ha senso, ancora una volta – dicevo – si evince la grandezza, nella pacatezza e nella dimensione di quel granduomo che Claudio è.
L’unico errore di Claudio e l’augurio per il futuro
Nel merito specifico io voglio solo fare una considerazione, che non c’entra niente con i contrasti fra la redazione di Media Pluralisti Europei e lui. Io credo che Claudio abbia commesso un solo grande errore, ovvero quello di credere troppo nelle persone. Mi spiego. Quando lui ha dato vita a questa cosa gigantesca della Tv sul digitale terrestre, con la montagna di costi che questo comportava, mantenendo ferma l’idea di non cedere al ricatto dei grandi sponsor e di non cedere al ricatto di dover dire grazie a qualcuno che poi ti avrebbe imposto le sue idee, ha creduto nell’utopia che la gente, in questo concetto della TV dei cittadini, ci avrebbe creduto. Ma così non è stato: la gente purtroppo vuole tutto gratis, e questo Claudio secondo me o non l’ha capito o si è convinto che poteva essere superato. Non è stato superato, e quindi questo è stato il suo grande errore. Altresì, il suo percorso come gestore del canale YouTube Byoblu è stato folgorante, perché Claudio era arrivato ad essere veramente un pericolo per il sistema e vi spiego perché. Quando è stato improvvisamente chiuso il suo canale, in quattro e quattr’otto, Byoblu aveva quasi 600.000 iscritti: milioni e milioni e milioni e milioni di visualizzazioni [ndr: 200 milioni di visualizzazioni]. Ora, voi dovete sapere che quasi 600.000 iscritti a un canale YouTube significa raggiungere direttamente almeno due volte e mezzo il numero di persone reali rispetto agli iscritti, quindi sopra ai 2 milioni. Considerando un’opinione pubblica composta da una quarantina di milioni di italiani – diciamo così – di cittadini italiani, voi capite che siamo al 5%, cioè Byoblu aveva raggiunto una capacità di arrivare a una vasta opinione pubblica italiana ed era in costante crescita e il tutto mantenendo i costi dentro un range assolutamente gestibile da parte di un’impresa che non debba subire il ricatto dei grandi sponsor e quindi dei maestri del pensiero unico. Mi spiego ancora meglio: con 600.000 iscritti Claudio – e ve lo dico per esperienza, per conoscenza del mezzo – poteva tranquillamente vivere bene, lui e la sua famiglia, e anche avere un margine di budget per un moderato coinvolgimento di giornalisti, piuttosto che di collaboratori. Cioè era una realtà che aveva un senso: era percorribile. Poteva solo crescere ed è esattamente per questo che gliel’hanno chiusa: perché il sistema aveva capito che il pericolo era quello. E attenzione, poi non hanno più attaccato Byoblu quando è entrato nel digitale terrestre, perché loro sapevano benissimo che si sarebbe arenato da solo. Non so se mi spiego. Quindi l’errore di Claudio è stato quello di fidarsi della gente, fidarsi troppo della gente, di un pubblico in realtà cinico, che finché gli dai le cose gratis va tutto bene, ma quando gli chiedi anche dei soldi, magari anche soldi importanti, come a un certo punto era necessario che arrivassero, ecco che allora si crea il deserto, il deserto dei Tartari.
E allora perché questo video? Semplicemente per confermare la mia stima il mio rispetto nei confronti di Claudio e per augurarmi che lui possa riprendere il percorso laddove l’aveva interrotto nel 2021, con l’improvvisa chiusura del canale Byoblu, per poter veramente incidere sulla realtà, sul pensiero più che sulla realtà: sul pensiero di una vasta opinione pubblica. Oggi è certamente più difficile di allora. Oggi ci sono moltissimi gatekeeper del pensiero unico travestiti da finta controinformazione, quindi il terreno è molto più viscido e insidioso. Ma se Claudio potrà riprendere un percorso realmente incisivo, realmente ficcante, questo accadrà solo se riprenderà – come sta facendo – il pieno controllo diretto della sua azione, della sua comunicazione, dei suoi mezzi di espressione.
E comunque Claudio, se vuoi, come ti ho scritto in privato più di una volta, questo mio piccolissimo irrilevante canale è a tua disposizione per una chiacchierata con me su questi temi e… (e anche e questo lo dico pubblicamente così mi sbilancio), il giorno che vorrai fare un progetto discografico dove tu suoni il tuo amatissimo Bach al pianoforte: bene, Velut Luna, la mia etichetta, è a tua disposizione.
Marco Lincetto
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Ringrazio veramente di cuore Marco Lincetto, grande esperto di tecniche di registrazione e riproduzione del suono, e persona amabile, per le sue parole, che non so se meritare del tutto (si dice così per schernirsi, no?), ma che fanno bene, specialmente di questi tempi. Ho deciso di pubblicare il suo video, tuttavia, non tanto e solo per l’idea positiva che nel suo cuore serba di me, quanto perché la sua gratitudine per il solo fatto di avere avuto un rapporto cordiale, sereno e rispettoso con me (cosa che dovrebbe essere garantita a tutti, ma che non è scontata, specialmente quando la tua giornata è fatta da centinaia di comunicazioni in attesa di essere portate a compimento), mi ha restituito tutto il senso di un paradosso, per contrasto. Marco da me non ha ottenuto nulla, diciamolo: ho trasmesso qualche suo contenuto, e di questo sono grato io a lui e non il contrario, e ho scambiato con lui qualche parola. Eppure questo gli è bastato per spendere parole tanto belle nei miei confronti. Ripenso allora ai tanti che nella televisione nazionale di Byoblu hanno lavorato con soddisfazione, entrando senza il bisogno di chiedere nessun permesso, senza nessuna trafila, senza nessun colloquio, con la libertà totale di dire quello che volevano, e Byoblu si è messa a loro disposizione, producendo con diligenza, con tanti sacrifici (e puntualmente) decine, quando non centinaia di puntate, portate nelle case di centinaia di migliaia di italiani (in certi momenti, anche di più), e corrispondendo loro anche compensi di tutto rispetto, pagando il lavoro come è giusto che sia, senza mai ottenere sconti. E quando Byoblu è stata in difficoltà, e non poteva più rinnovare i contratti di collaborazione (e adesso abbiamo visto perché), si sono rivoltati come serpi, letteralmente sputando nel piatto in cui hanno mangiato, mentendo come Giuda solo per accreditarsi presso nuove corti, ed arrivando anche a far mandare lettere dagli studi legali per uno o due mesi di ritardo nel pagare l’ultima delle cento fatture pagate. Proprio mentre vedevano che eravamo in affanno e che avevamo bisogno di sostegno. Ecco, per questo pubblico oggi il video di Marco: perché questa sua semplicità, questo suo sapersi accontentare di poco per essere felice, mi ricorda lo spirito che ha sempre animato Byoblu fin dai primi tempi, quello spirito che negli ultimi anni molti avevano smarrito, e che non sono stato capace di trasferire ai nuovi che sono venuti a servirsi del lavoro, della credibilità, della reputazione e dei contatti sviluppati in tanti anni di lavoro con centinaia di migliaia di persone per bene, alle quali, sole, va il merito di avere creduto e sostenuto il progetto, avendone in cambio una grande ricchezza. Queste persone non meritavano di essere messe a parte di certe miserie dell’animo umano, perché il compito di Byoblu è di creare le ali, soffiare e dire a tutti: “ecco, volate!”. Anche a costo di restare noi a terra, senza riuscire a decollare mai. Byoblu non è stata fatta per chi la costruiva ogni giorno: Byoblu è stata fatta per gli altri, per chi la guardava, per chi si sentiva meno solo, la sera, accendendo finalmente la televisione o aprendo un video postato in rete. Per questo io ho sempre risposto a Marco come a tutti quelli che mi cercavano con spirito sincero. Perché Byoblu è per loro: per loro e nessun altro.
Claudio Messora