Un anticiclone subtropicale di straordinaria intensità ha investito l’Europa occidentale in questa ultima settimana di maggio 2026, portando temperature fino a 15 gradi sopra la media stagionale in Francia, Regno Unito, Spagna, Paesi Bassi e Italia. Non si tratta di percezioni: i numeri sono reali e le conseguenze anche.
In Francia, la portavoce del governo Maud Brégeon ha comunicato ufficialmente, nella giornata di martedì 26 maggio, almeno sette decessi riconducibili direttamente o indirettamente all’ondata di calore. Cinque delle vittime sono annegate tuffandosi in cerca di refrigerio, due sono decedute durante attività sportive nelle aree di Parigi e Lione. Météo-France ha registrato a Hossegor, nelle Landes, una punta di 37,1 gradi, mentre la temperatura media nazionale ha raggiunto i 24,4 gradi — superando il precedente record di maggio fissato nel 1944 a 23,7 gradi.
Nel Regno Unito, il Met Office ha certificato lunedì 25 maggio come il giorno di maggio più caldo mai misurato: 34,8 gradi a Kew Gardens, poi superati martedì con 35 gradi sia a Heathrow che nello stesso Kew Gardens. Scotland Yard ha descritto le notti londinesi come “tropicali”, con temperature minime che non sono scese sotto i 20 gradi. Nel Paese si contano cinque vittime per annegamento negli ultimi tre giorni. In Irlanda, il termometro ha toccato i 29,7 gradi vicino a Carlow, nuovo record di maggio. In Spagna, le temperature potrebbero raggiungere i 40 gradi nelle valli del Guadiana, del Guadalquivir e dell’Ebro almeno fino a venerdì, secondo l’agenzia meteorologica Aemet. In Italia, quattro città — Bologna, Firenze, Roma e Torino — hanno ricevuto bollino rosso per giovedì, con picchi attesi tra 36 e 37 gradi in Piemonte e lo zero termico salito a 4.000 metri di quota.
La narrazione del «record» e le domande che restano aperte
Dovuti i fatti, è lecito però chiedersi qualcosa. Ogni anno, con l’arrivo del caldo — e spesso anche di freddo anomalo o eventi meteorologici estremi — l’informazione mainstream italiana ed europea imbocca automaticamente un unico corridoio interpretativo: il cambiamento climatico antropogenico. È un fatto oppure è una scelta narrativa?
Il rapporto European State of the Climate 2025, prodotto dal servizio Copernicus e dall’Organizzazione Mondiale della Meteorologia e citato dal Fatto Quotidiano, afferma che nel 2025 il 95% dell’Europa ha registrato temperature annuali superiori alla media e che la copertura nevosa è stata del 31% inferiore alla media. Sono dati rilevanti. Ma il passaggio da «temperature record» a «tutto dipende dalle emissioni europee» non è automatico come viene presentato, ed è su questo salto logico che vale la pena soffermarsi.
Meteò-France, il servizio meteorologico francese, ha esplicitamente collegato questa ondata al riscaldamento globale, sostenendo che fenomeni simili diventeranno sempre più frequenti. Il climatologo Giulio Betti del CNR ha parlato di temperature «al limite della distribuzione statistica». Queste sono opinioni scientifiche autorevoli, che meritano rispetto. Ma sono anche, tecnicamente, proiezioni e interpretazioni, non misurazioni dirette di una causa.
Chi paga le politiche «green» e chi no
Il punto più spinoso — e meno dibattuto — riguarda le conseguenze economiche e geopolitiche della narrativa climatica dominante. L’Unione Europea, forte di queste letture catastrofiste, ha varato una serie di politiche del Green Deal che impongono limiti stringenti alle emissioni delle imprese europee, costi aggiuntivi per la produzione industriale, accelerazioni forzate verso energie rinnovabili e calendari draconiani per l’abbandono dei combustibili fossili — come il rinvio italiano al 2038 dell’uscita dal carbone, che già rappresenta uno slittamento rispetto agli obiettivi originari al 2025.
Il problema è che queste regole si applicano dentro i confini europei. Le multinazionali che operano fuori dall’UE — nei paesi emergenti e industrializzati fuori dal perimetro degli Accordi di Parigi o con obiettivi climatici molto meno vincolanti — continuano a produrre senza gli stessi oneri. Cina, India, Indonesia, molti paesi del Golfo: le loro emissioni crescono mentre le aziende europee vengono sottoposte a pressioni normative e fiscali crescenti, spesso in nome dei medesimi obiettivi globali che queste realtà ignorano o posticipano.
Il risultato pratico? La competitività dell’industria europea si erode. Non perché il caldo non esista — esiste, come dimostrano i dati di questa settimana — ma perché la risposta politica costruita attorno all’emergenza climatica produce uno squilibrio sistematico a danno delle imprese europee. Una sorta di disarmo unilaterale in campo industriale, che favorisce chi non si è disarmato.
Record meteorologici e propaganda: distinzioni necessarie
Sarebbe sbagliato negare che maggio 2026 abbia registrato temperature straordinarie: i dati dei servizi meteorologici nazionali di Francia, Regno Unito, Irlanda e Spagna lo confermano con numeri precisi e misurabili. Sarebbe altrettanto sbagliato ignorare che alcune morti reali sono avvenute in questo contesto.
Ciò che va invece messo in discussione è il meccanismo per cui ogni estate — e, sempre più spesso, ogni primavera — i record meteorologici vengono tradotti automaticamente in argomenti per accelerare politiche di decarbonizzazione che colpiscono in modo asimmetrico le imprese europee, senza che venga mai sollevata la questione centrale: a che serve ridurre le emissioni nell’UE se il resto del mondo le aumenta? E a vantaggio di chi si costruisce questo tipo di narrazione?
Questi interrogativi non sono negazionismo climatico. Sono domande di politica economica e di equità competitiva che il dibattito pubblico europeo continua sistematicamente a eludere, preferendo ogni anno la più semplice — e meno scomoda — equazione: caldo record uguale urgenza green.
Fonti:
- https://www.agi.it/estero/news/2026-05-26/caldo-record-europa-37247240/
- https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/04/29/cambiamento-climatico-europa-record-incendi-notizie/8368845/
- https://www.ilpost.it/2026/05/24/prima-ondata-calore-maggio/
- https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/europa/2026/05/26/allerta-caldo-nel-nord-europa-oltre-i-30-gradi-in-francia-olanda-e-gran_b4fa1bce-037a-4619-b4e6-ef8bff8966c8.html
- https://www.ilsole24ore.com/art/ondata-calore-primavera-l-europa-temperature-fino-15-gradi-sopra-norma-AI9xzgID
- https://it.euronews.com/my-europe/2026/05/26/ondata-di-caldo-anomalo-in-italia-ed-europa-scatta-lallerta-morti-in-francia-e-regno-unito
- https://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2026/05/26/ondata-di-caldo-in-europa-in-francia-sette-morti-per-le-temperature-record_21562b4a-5885-407e-903d-35092bb2d30c.html









