Donald Trump ha abbandonato bruscamente un’intervista con la giornalista Kristen Welker, conduttrice di Meet the Press su NBC News, durante una registrazione avvenuta venerdì in Wisconsin e trasmessa domenica 7 giugno 2026. Il presidente degli Stati Uniti ha tolto il microfono e lasciato il set dopo un acceso confronto sull’integrità delle elezioni presidenziali del 2020, accusando l’emittente di essere «corrotta» e «disonesta».
La tensione ha raggiunto il culmine quando Welker ha chiesto a Trump di fornire prove concrete a sostegno delle sue ripetute affermazioni circa presunte irregolarità nel voto del 2020. «Non ci sono prove di quello che sta dicendo», ha detto la giornalista. «Ce ne sono tante», ha replicato il presidente, per poi alzarsi e concludere: «Voi siete corrotti, e anche Meet the Press è corrotto, così come ABC, CBS e CNN. Sono tutte reti a senso unico. Finiamola qui, ne ho abbastanza».
Welker ha tentato di convincerlo a proseguire, ricordandogli di essersi recata appositamente in Wisconsin per l’intervista. Trump ha rifiutato, precisando di aver già trascorso circa un’ora con la giornalista, anche sotto la pioggia: «Dovreste sistemare la vostra stampa. Un Paese non può mai essere grande con una stampa disonesta». Nonostante l’uscita anticipata, la stessa Welker ha poi riferito che Trump avrebbe accettato di concederle un’intervista di approfondimento in un secondo momento.
Iran: «Molto vicini a un accordo, ma voglio clausole più stringenti»
Prima dell’interruzione, l’intervista aveva affrontato temi di primo piano, a partire dal conflitto con l’Iran. Trump ha descritto la situazione come sostanzialmente favorevole agli Stati Uniti, sostenendo che la marina, l’aeronautica e i sistemi di difesa aerea iraniani siano stati neutralizzati nel corso dell’operazione militare avviata circa cento giorni fa. Ha definito il conflitto una «esercitazione militare», rivendicando la perdita di soli 13 soldati americani rispetto a conflitti storici precedenti, e ha ribadito che le truppe statunitensi — circa 50.000 impegnate nell’Operazione Epic Fury — resteranno nella regione fino al raggiungimento di una soluzione definitiva.
Sul fronte diplomatico, il presidente ha dichiarato che le due parti sono «molto vicine» a un accordo, specificando tuttavia di non essere ancora soddisfatto dei termini in discussione. In particolare, Trump ha spiegato di voler inserire nel testo una clausola che vieti all’Iran non solo di sviluppare armi nucleari, ma anche di acquistarle o acquisirle in qualsiasi altro modo: «Ho detto: cosa succede se non sviluppano, ma acquistano o acquisiscono? Bisogna includere anche questo».
Il presidente ha inoltre dichiarato di essere «disponibile» a inviare forze statunitensi in Iran per recuperare le scorte di uranio altamente arricchito, definite «polvere nucleare», auspicando che ciò avvenga nell’ambito di un accordo condiviso: «Se raggiungiamo un accordo, andremo insieme. Sarà il nostro equipaggiamento. Lo porteremo via e lo distruggeremo». In assenza di un’intesa, ha avvertito, gli Stati Uniti agiranno comunque, anche militarmente.
Trump ha anche accennato ai nuovi interlocutori iraniani, definendoli «più razionali» rispetto alle precedenti leadership e descrivendo un processo negoziale che coinvolgerebbe, secondo quanto lasciato intendere, anche il figlio del defunto Guida Suprema, descritto come «gravemente ferito» ma ancora parte del processo decisionale. Il presidente ha rifiutato di rivelare se conosca la sua ubicazione, affermando solo di avere «una buona probabilità» di saperlo.
Il contesto
La guerra tra Stati Uniti e Iran — secondo la denominazione adottata dagli stessi media americani — è iniziata con i primi attacchi aerei statunitensi circa cento giorni fa, come ricordato da Welker all’apertura dell’intervista. Nonostante il Segretario di Stato Marco Rubio avesse dichiarato concluso il conflitto, attacchi iraniani contro alleati regionali degli Stati Uniti si sono verificati ancora questa settimana, in quello che Teheran ha definito un atto di rappresaglia. Un blocco navale americano è attualmente in vigore, misura che alcuni esperti di diritto internazionale considerano tecnicamente un atto di guerra — una qualificazione che Trump ha esplicitamente respinto nell’intervista.
Sul piano interno, l’intervista ha toccato anche la situazione economica — Trump ha citato 73 record del mercato azionario dall’inizio del suo secondo mandato — e le recenti elezioni in California, prima che lo scontro sulle presidenziali del 2020 portasse all’interruzione del colloquio.









